Mer. Set 23rd, 2026

COISP Arezzo

Sindacato di Polizia

DIGOS – Criticità operative

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Impiego del personale della D.I.G.O.S. nei servizi connessi alle manifestazioni sportive – Criticità operative e mancato rispetto delle disposizioni ministeriali relative alle Squadre Tifoserie.

(Microsoft Word – Impiego del personale della D.I.G.O.S. nei servizi connessi alle manifestazioni sportive Œ Criticità operative)

Egregio Signor Questore,

con la presente si intendono portare all’attenzione della S.V. alcune criticità concernenti le modalità di impiego del personale della D.I.G.O.S. nei servizi connessi alle manifestazioni sportive.

La questione assume particolare rilievo alla luce delle disposizioni recentemente impartite dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza con la nota prot. n. 224/A2/Sez.4/A8.1.2 del 25 luglio 2026, concernente la stagione sportiva 2026/2027 e le attività delle Squadre Tifoserie.

La predetta disposizione, nel delineare le modalità operative delle Squadre Tifoserie, stabilisce espressamente che «il personale delle Squadre Tifoserie inviato al seguito dei sostenitori non dovrà essere impiegato in servizi di scorta o accompagnamento di tifosi, dirigenti o tesserati», precisando altresì che lo stesso personale deve raggiungere anticipatamente la località interessata e porsi a disposizione del Dirigente della locale D.I.G.O.S. per l’espletamento delle attività informative, investigative e di raccordo operativo.

Tale disposizione non sembra lasciare margini per un impiego ordinario delle Squadre Tifoserie quale personale destinato alla scorta o all’accompagnamento dei pullman delle tifoserie.

Si ritiene, pertanto, necessario che venga verificato se le attuali modalità di impiego del personale della D.I.G.O.S. della Questura di Arezzo risultino effettivamente conformi a tale indirizzo ministeriale, evitando che personale specificamente destinato alle attività di analisi, monitoraggio, prevenzione, investigazione e raccordo operativo venga assorbito da compiti di accompagnamento che, oltre a non risultare coerenti con la disposizione sopra richiamata, determinano una significativa sottrazione di risorse alle funzioni proprie dell’Ufficio.

La problematica assume ulteriore rilievo alla luce del decreto concernente l’articolazione organizzativa e funzionale delle D.I.G.O.S., nel quale viene espressamente richiamata la necessità di assicurare un’equilibrata distribuzione delle unità e delle risorse in relazione ai carichi di lavoro.

Il medesimo provvedimento dispone inoltre, all’articolo 4, che «il personale delle Digos non può, salvo casi eccezionali, essere impiegato in attività diverse da quelle d’istituto», prevedendo quale specifica eccezione la possibilità di concorrere ai servizi di sicurezza predisposti in occasione di visite di alte personalità italiane ed estere.

Il decreto individua, infatti, tra le competenze della Sezione Informativa, il monitoraggio e l’analisi delle tifoserie organizzate, nonché l’attività informativa connessa agli eventi di particolare rilievo; alla Sezione Investigativa sono invece attribuite le attività investigative relative, tra l’altro, ai reati commessi in occasione di competizioni sportive e manifestazioni pubbliche che richiedano particolari accertamenti.

Ne deriva un quadro nel quale la presenza della D.I.G.O.S. durante le manifestazioni sportive deve essere funzionale soprattutto all’attività informativa, investigativa e di raccordo, e non alla sistematica

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copertura di servizi di accompagnamento o di servizi di ordine pubblico che possano essere assicurati mediante il dispositivo ordinario.

Ulteriore criticità riguarda l’eventuale richiesta al personale D.I.G.O.S. di svolgere, contemporaneamente al servizio di ordine pubblico, attività di identificazione, verbalizzazione e altri adempimenti di polizia giudiziaria conseguenti agli episodi verificatisi durante la manifestazione.

Sul punto, il decreto sull’articolazione delle D.I.G.O.S. conferma che le attività di polizia giudiziaria costituiscono una componente delle specifiche funzioni dell’Ufficio.

La recente disposizione sulle Squadre Tifoserie ribadisce inoltre che, in occasione di episodi di violenza o turbativa dell’ordine pubblico, l’identificazione dei responsabili deve svilupparsi attraverso il massimo coordinamento tra le Squadre Tifoserie delle D.I.G.O.S. territorialmente competenti e le altre articolazioni investigative interessate, utilizzando immagini di videosorveglianza, sistemi di lettura targhe, contributi fotografici e filmati acquisiti.

Tale impostazione evidenzia come l’attività investigativa non debba essere confusa con la mera presenza nel dispositivo di ordine pubblico.

Qualora, invece, l’Amministrazione intenda adottare un modello operativo nel quale il personale impiegato nel dispositivo di O.P. debba procedere, nell’immediatezza dei fatti, anche all’identificazione dei soggetti, alla loro eventuale denuncia o ad altri adempimenti di polizia giudiziaria e di verbalizzazione, è indispensabile che tali attività siano sostenute da un contingente di personale adeguato e aggiuntivo.

Diversamente, si corre il concreto rischio che il personale debba essere sottratto al dispositivo di ordine pubblico per svolgere gli adempimenti successivi all’intervento, determinando una possibile scopertura del servizio proprio nelle fasi maggiormente delicate della manifestazione.

In altri termini, non appare organizzativamente sostenibile pretendere dal medesimo contingente di personale il contemporaneo assolvimento di compiti di ordine pubblico e di articolate attività investigative e di polizia giudiziaria senza prevedere una conseguente integrazione della forza impiegata.

Particolare attenzione deve essere inoltre riservata alla successiva attività finalizzata all’eventuale adozione dei provvedimenti di D.A.Spo.

La disposizione ministeriale del 25 luglio 2026 è estremamente chiara anche su questo punto: le D.I.G.O.S. devono assicurare un costante flusso informativo e il necessario raccordo con le competenti Divisioni Anticrimine delle Questure, alle quali compete l’istruttoria finalizzata all’eventuale adozione del provvedimento, segnalando tempestivamente ogni elemento utile alla relativa valutazione.

Pertanto, appare opportuno che la fase successiva all’attività investigativa della D.I.G.O.S. venga organizzata nel rispetto della distinta competenza della Divisione Anticrimine, evitando che gli ulteriori adempimenti connessi ai procedimenti finalizzati al D.A.Spo. ricadano impropriamente sul personale della D.I.G.O.S.

La stessa circolare ministeriale individua quindi un modello operativo basato sulla collaborazione tra le diverse articolazioni, e non sulla concentrazione delle diverse attività sul medesimo personale.

Alla luce di quanto sopra rappresentato, si chiede alla S.V.:

  • ˗  di voler verificare le attuali modalità di impiego del personale della D.I.G.O.S. e, in particolare, della Squadra Tifoserie nei servizi connessi alle manifestazioni sportive;
  • ˗  di voler verificare il rispetto della disposizione ministeriale del 25 luglio 2026 che espressamente esclude l’impiego delle Squadre Tifoserie nei servizi di scorta o accompagnamento dei tifosi, dirigenti o tesserati;
  • ˗  di voler evitare che il personale D.I.G.O.S. venga sistematicamente sottratto alle proprie specifiche attività informative, investigative e di monitoraggio per essere impiegato in compiti diversi da quelli d’istituto, in assenza delle condizioni eccezionali previste dalla normativa organizzativa;
  • ˗  qualora si ritenga necessario procedere durante la manifestazione anche agli immediati adempimenti di polizia giudiziaria, di voler prevedere un adeguato incremento della forza impiegata, affinché tali attività non comportino una scopertura del dispositivo di ordine pubblico;
  • ˗  di voler assicurare il necessario coinvolgimento della Divisione Anticrimine, alla quale la stessa disposizione ministeriale attribuisce l’istruttoria finalizzata all’eventuale adozione dei provvedimenti di D.A.Spo.;
  • ˗  di voler chiarire quali siano i criteri organizzativi adottati dalla Questura di Arezzo per distinguere le attività proprie del dispositivo di ordine pubblico da quelle investigative della D.I.G.O.S. e dalle successive attività amministrative della Divisione Anticrimine;
  • ˗  di voler verificare, più in generale, se l’attuale dotazione di personale assegnata alla D.I.G.O.S. consenta effettivamente di assolvere contemporaneamente alle attività istituzionali dell’Ufficio e agli ulteriori servizi richiesti in occasione delle manifestazioni sportive. La presente segnalazione non intende mettere in discussione l’esigenza di assicurare la massima efficacia dei servizi di ordine e sicurezza pubblica in occasione delle manifestazioni sportive, né l’attività di contrasto alle condotte violente delle tifoserie. Al contrario, si ritiene che proprio l’efficacia dell’azione di prevenzione e contrasto richieda il rispetto delle specifiche competenze delle diverse articolazioni dell’Amministrazione e una corretta distribuzione delle risorse disponibili. La stessa disposizione ministeriale del 25 luglio 2026 richiama, infatti, la necessità di rafforzare l’attività di analisi, acquisizione informativa, monitoraggio e prevenzione nei confronti delle componenti radicali del tifo organizzato. È pertanto nell’interesse dell’Amministrazione che il personale della D.I.G.O.S. possa essere effettivamente impiegato per le attività per le quali è stato specificamente formato e organizzato, evitando che un impiego improprio o eccessivamente gravoso determini, da un lato, una riduzione della capacità investigativa dell’Ufficio e, dall’altro, una possibile scopertura del dispositivo di ordine pubblico.

Si confida, Preg.mo Signor Questore, in un’attenta valutazione delle problematiche rappresentate e nell’adozione degli opportuni correttivi organizzativi.

Cordiali saluti

La Segreteria Provinciale del COISP Arezzo

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